L’analisi ha consentito di verificare che il totale di emissioni di CO2 prodotto dalla costruzione e dalla piantumazione della serra fotovoltaica di Orsomarso è compensato dalla produzione di energia elettrica green già nel 2015.

SERRE FOTOVOLTAICHE: LA CO2 PRODOTTA SI COMPENSA IN TEMPI RAPIDI – LA TESI DI NICOLETTA AMATO SULLA NOSTRA SERRA DI ORSOMARSO

Oggi vi raccontiamo la storia di Nicoletta Amato studentessa dell’Università degli studi di Torino facoltà di Economia che, insieme ad EF Solare Italia ha sviluppato una tesi di ricerca sull’impronta carbonica di una serra fotovoltaica nel comune di Orsomarso, in provincia di Cosenza nella cosiddetta “riviera dei cedri”.

La serra di Orsomarso si estende per 40.905 mq, ha una potenza fotovoltaica installata di circa 3 MW e consente di coltivare quasi 2.000 piante di cedri. EF Solare è proprietaria della serra e ha affidato la gestione dell’attività agricola all’azienda LAO Greenhouse.

L’obiettivo della tesi è stato quello di verificare la neutralità carbonica dell’impianto dal 2012 al 2019, considerando il 2011 come anno zero dedicato alla costruzione dell’impianto fotovoltaico e di piantumazione delle piante di cedro. Gli interrogativi dai quali siamo partiti sono stati: le emissioni di CO2 prodotte dalla costruzione dell’impianto, dalla piantumazione iniziale e dal mantenimento in funzione della serra fotovoltaica sono recuperate dalle emissioni di CO2 evitate dalla produzione di energia elettrica green? Se sì, in che anno avviene tale compensazione?

Sono stati analizzati i dati delle componenti stock e flusso sia della parte agricola sia di quella elettrica. In particolare, per la parte agricola sono stati analizzati i dati di stock della piantumazione ed i dati di flusso delle operazioni colturali; per la parte fotovoltaica sono stati considerati i dati stock della costruzione ed i dati di flusso della produzione di energia elettrica.

L’analisi di questi dati ha consentito di verificare che il totale di emissioni di CO2 prodotto dalle componenti stock (costruzione e piantumazione), pari a  1.683,12 t CO2 eq./ha è compensato dalla produzione di energia pulita già nel 2015: in quest’anno infatti le emissioni di CO2 evitate cumulate risultanti dalla serra fotovoltaica (al netto delle emissioni prodotte dalla componente agricola) equivalgono a 2.170,20 t CO2 eq./ha, eccedendo di 487,08 unità la quantità di emissioni da compensare per raggiungere la carbon neutrality.

Un altro risultato interessante, esito della ricerca di Nicoletta Amato, riguarda le capacità di mitigazione climatica del cedro. Dal 2018, la pianta riesce a compensare le emissioni di CO2 prodotte dalle fasi colturali e dalla perdita di carbonio (C) dal suolo tramite l’assimilazione netta di carbonio. Ciò è dovuto sia all’andamento esponenziale (in funzione della crescita della pianta) dell’incremento di carbonio trattenuto dalle piante di cedro, sia alla scelta agronomica di LAO Greenhouse di una tecnica di coltivazione integrata che consente di limitare l’impatto climalterante dei fertilizzanti e dei prodotti fitosanitari.

In uno scenario in cui gli eventi estremi sono sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico, la coltivazione in serra fotovoltaica costituisce un elemento fondamentale per prevenire i potenziali danni alla produzione alimentare. Ne è un esempio la gelata del 2017 che ha colpito la riviera dei cedri: le piante presenti all’interno della serra di Orsomarso hanno registrato meno danni ed una ripresa vegetativa più veloce rispetto a quelle coltivate in campo aperto sul resto del territorio dell’altro tirreno cosentino.